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April 22, 2007

USA Ambassador in Rome Ronald Spogli Worries About USA Investments in Italy

Ronald Spogli (US Ambassador in Italy)

On April 19th Italy's main newspaper Corriere della Sera published a letter from the US Ambassador Ronald Spogli. In his epistle, the Ambassador makes a few critical comments about the difficulties US companies could possibly face when investing in Italy.

BAIA is a partner in the Partnership for Growth program started and promoted by the US Embassy in Rome. Also, as business association, we are actively and continuously promoting the dialogue between Italian and Californian entrepreneurs and companies. Ambassador Spogli’s letter provides an authoritative opinion and is an important contribution to the dialogue on this crucial topic.

For our readers convenience, we include a copy of the letter. The original version is available on the Corriere della Sera website.

Federico Brocero

19 aprile, 2007

Caro direttore,
la decisione di At&t, una delle più grandi aziende statunitensi e leader mondiale nel settore delle telecomunicazioni, di ritirare la sua proposta d'investimento in Italia, ha suscitato tanti commenti e molte discussioni. L'Italia ha perso l'interesse da parte di un'impresa di altissimo livello, capace di migliorare i servizi di telecomunicazione, ridurre i costi per gli utenti italiani e aumentare il valore di un'azienda nazionale.

Allo stesso tempo, ciò che è accaduto è stato utile ad attirare l'attenzione sul possibile ruolo degli investitori esteri per la crescita economica dell' Italia. L'episodio Telecom Italia-At&t permette infatti un'analisi più ampia. Da oltre un anno sto promuovendo un'iniziativa dell'ambasciata degli Stati Uniti in Italia chiamata Partnership for Growth. L'obiettivo è quello di stimolare le grandi potenzialità dell'economia italiana, che spesso non vengono pienamente sfruttate.

L'iniziativa si è concentrata soprattutto sull'imprenditoria e sull'innovazione come forze trainanti della crescita. Tra le varie attività, abbiamo analizzato con diversi interlocutori italiani la necessità di ampliare il mercato dei capitali e di promuovere strumenti finanziari che possano aiutare gli imprenditori a creare nuove imprese e a far crescere e rendere più competitive quelle già esistenti. Senza accesso ai capitali, ovvero agli investimenti, l'imprenditoria rimane solo un'idea. Come noto, gli investimenti in aziende nuove o già esistenti in Italia sono scarsi.

Si preferisce investire nelle proprietà immobiliari, o nella casa per il figlio, piuttosto che scommettere su una nuova azienda promettente. Spesso, inoltre, vengono innalzate barriere nei confronti delle imprese straniere che intendono investire in Italia. Sia che si tratti di investimenti in infrastrutture (autostrade o aziende di telecomunicazione), in servizi finanziari (una grande banca) o nei trasporti (una compagnia aerea), una delle prime reazioni all'interessamento da parte di un'azienda straniera è la sottolineatura che deve prevalere l'interesse nazionale.

Qual è il risultato di questo approccio poco aperto nei confronti dei capitali stranieri? Un rapido confronto con gli altri Paesi europei può essere molto illuminante. Secondo i dati dell'Unctad, la Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, nel 2005 l'Italia ha attirato circa 20 miliardi di dollari di nuovi investimenti stranieri. La Francia oltre 60 miliardi. La Gran Bretagna, leader tra i Paesi più industrializzati, 165 miliardi.

In qualità di ambasciatore degli Stati Uniti, mi interesso maggiormente degli investimenti del mio Paese, e anche in questo caso la situazione non è confortante. Fino al 2005 il totale degli investimenti americani in Italia ammontava a poco meno di 26 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 324 miliardi in Gran Bretagna, degli 86 miliardi in Germania, dei 61 miliardi in Francia e perfino dei 43 miliardi in Spagna. Questi dati dovrebbero far riflettere. Gli investimenti non arrivano dove non sono ben accolti, dove le regole del mercato vengono cambiate continuamente.

Modificare le regole aumenta il livello di rischio e rende molto difficile programmare le azioni future di un'impresa o di un singolo cittadino. Non conosco i dettagli della trattativa per Telecom, ma la lettera di rinuncia di At&t esprime chiaramente il timore di investire in un mercato dove le regole sono imprevedibili. Credo che sia un timore comprensibile, che la maggioranza degli italiani condividerebbe.

Bisognerebbe concentrarsi meno su chi vuole investire e maggiormente sul fatto che l'Italia è agli ultimi posti tra i Paesi europei in termini di crescita del Pil e aumento dei salari e della produttività. Esiste un chiaro legame tra questi dati e lo scarso livello degli investimenti. Per assicurare la giusta priorità alla crescita e alla produttività, occorre valutare attentamente e senza pregiudizi le proposte di investimento.

Le aziende otterranno maggiori fondi e diverranno più competitive? Il cambiamento aggiungerà valore? I servizi miglioreranno? I consumatori, a Roma, Milano o Lecce, avranno benefici? Queste sono le domande da porsi, ricordando sempre che tutto ciò che stimola gli investimenti esteri ha un impatto positivo anche sugli investimenti interni. Per questo motivo, c'è bisogno di una visione più positiva.

L'Italia deve crescere e competere con successo nel mercato globale per sostenere il suo modello sociale e per offrire nuove opportunità ai giovani. Un atteggiamento più aperto nei confronti degli investimenti può senza dubbio aiutare a raggiungere questi importanti obiettivi.

Ronald P. Spogli,
Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia

November 02, 2006

Guidelines for growth: BRIC, Turkey and innovation

Last week I received a copy of the recently published "Promotional Activity Guidelines 2007". The brief, which is released yearly by the Italian Ministry for International Trade, sets broad, strategic priorities for international trade promotion programs, funding and new initiatives supported by the Italian government.

I could not find a copy of the document in English, so I will summarize here its key elements. The original publications are available from the Ministry's website.
The government overall 2007 policy objectives center around 4 key priorities:

  • Maintenance of the "Made in Italy " brand
  • Reduction of Italy 's gap in those markets where the country's share is lower than the world average
  • Incentives for the internationalization of firms operating in high value-add sectors
  • Continued support to international IP protection programs and treaties

More interestingly, the Ministry is focusing (and therefore concentrating its activities) in specific geographies that are of particular interest to Italian business, whether because of the sheer size of their export markets, the relative importance in terms of share of trade, or their growth rate. Not surprisingly, BRIC countries (Brazil, Russia, India, and China) lead the pack. While China (and its unstoppable growth) among the ranks of Italy's trading partners has been the focus of special program in 2006, India will take the lion's share in 2007.
"Program India" will focus on six opportunity areas that leverage key Italian industrial strengths: Infrastructure and Transportation, Defense, Automotive, Food Processing, Movie industry, Luxury Goods "Made in Italy".
Emma Bonino The European Union, now enlarged to 25 countries and potentially to include a fast-growing Turkish economy, accounts for 59% of Italy's exports, and is therefore a key area of focus. Within the EU and neighboring areas, special programs and funding will be address at Nordic countries, Turkey, the Balkans and the South Mediterranean rim.

Finally, USA and Japan continue to be countries in which the government plans to invest to push international expansion of Italian firms in high tech sectors. And indeed there seems to be renewed interest in high tech and innovation in Rome. The government has earmarked 20% of its promotional budget for "events, projects, initiatives that further international expansion of innovation-driven firms in sectors such as electronic equipment, agrochemicals, IT, telecom, nanotech, biotech.

Minister Bonino, just give us a call!

Matteo Fabiano